C’è un tratto di Colle dove il tempo sembra essersi fermato. Non per un guasto all’orologio, ma per l’assenza di quella connessione che oggi scandisce lavoro, studio e vita quotidiana. Da quasi dieci giorni residenti e attività di viale Gramsci e delle strade limitrofe sono alle prese con un’interruzione della linea internet che continua a creare pesanti disagi, senza che all’orizzonte si intraveda ancora una soluzione definitiva. L’origine del problema, secondo quanto riferito da diversi cittadini, sarebbe da ricondurre ai lavori di manutenzione eseguiti nei giorni scorsi. Però è ancora tutto da chiarire. Da allora è iniziato un piccolo calvario fatto di segnalazioni, telefonate ai gestori e richieste di intervento. Tutto, almeno per il momento, senza risultati tangibili. Chi lavora in smart working è costretto a rincorrere il segnale con gli hotspot dei telefoni cellulari; commercianti, studi professionali e uffici amministrativi devono fare i conti con servizi rallentati o completamente bloccati. Un disagio che va ben oltre il semplice fastidio: nell’era della digitalizzazione, restare senza connessione significa vedere compromessa una parte importante dell’attività lavorativa e dei rapporti con la pubblica amministrazione. Tra i residenti cresce anche lo stupore. Se il danno è effettivamente riconducibile a un intervento sulla rete idrica, appare difficile spiegare perché, a distanza di tanti giorni, non sia stato ancora possibile ripristinare un servizio ormai indispensabile. La fibra, in fondo, è diventata un’infrastruttura essenziale tanto quanto l’acqua o l’energia elettrica. C’è poi un altro aspetto che non passa inosservato. Una situazione che interessa un’intera zona della città, con decine di famiglie e numerose attività coinvolte, è finita quasi sotto traccia. Eppure il malcontento è palpabile e la domanda che molti si pongono è semplice: sono state attivate tutte le procedure necessarie per risolvere il problema nel più breve tempo possibile? Nel frattempo il quartiere continua ad affidarsi al passaparola, l’unica "rete" che, ironia della sorte, non sembra aver subito interruzioni. Ma dopo quasi dieci giorni di silenzio digitale, i residenti chiedono soprattutto una risposta. E, possibilmente, anche il ritorno della connessione.