Genova – Un salto indietro nel tempo, quando ancora la linea mobile e Internet erano un privilegio di pochi. È successo - per ben dieci giorni, non solo poche ore - a Crocefieschi, piccolo comune della Valle Scrivia che pure negli ultimi anni si è fatto paladino nella battaglia per garantire i servizi essenziali e per attirare nuovi abitanti grazie alla possibilità di lavorare in smartworking. I disservizi sono iniziati intorno al 9 maggio: da quel weekend in paese non si riusciva più a pagare la spesa o la cena con il bancomat, a prenotare una visita medica in farmacia tramite il Cup e nemmeno a richiedere certificati in Comune. Circostanza, quest’ultima, che ha fatto tremare i polsi al sindaco, Filippo Bassignana, visto che domenica Crocefieschi torna alle urne. E le elezioni comportano la necessità di fornire i duplicati dei documenti d’identità o del certificato elettorale a chi ne fa richiesta, e soprattutto del collegamento Internet per comunicare gli esiti del voto in Prefettura. Tanta paura, dissolta (si spera) nella serata di ieri, anche grazie all’interessamento del Secolo XIX, quando è stato risolto il guasto a una centralina che aveva fatto saltare la rete di Fibercoop, su cui si appoggia il traffico Internet e telefonico fisso di Tim. «In valle la linea mobile ha spesso delle difficoltà, tanto che molti hanno scelto di affidarsi al satellitare, ma non eravamo mai arrivati a questi livelli – sottolinea il primo cittadino – Invece per quasi due settimane siamo rimasti praticamente isolati: la colazione o la spesa si potevano pagare solo in contanti, e meno male che abbiamo fatto installare un bancomat, mentre per prenotare una visita bisognava scendere sino a Busalla. Ma soprattutto l’amministrazione non riusciva a erogare servizi pubblici essenziali. È inaccettabile. Adesso ci hanno comunicato di aver risolto il guasto, speriamo duri». Nel frattempo era stata allertata anche la Prefettura di Genova in vista della consultazione elettorale. «Avevamo chiesto una linea sostitutiva, almeno per consentire l’accesso al portale per la comunicazione dei dati elettorali – spiega il sindaco, Filippo Bassignana – Speriamo che ora non serva più, eravamo preoccupati. I guasti possono accadere ma non è normale che portino alla sospensione per dieci giorni di servizi pubblici essenziali. È sconfortante». In prima linea nella protesta c’era anche il farmacista del paese, Giosuè Insogna: «Abbiamo vissuto una situazione paradossale – spiega – Era iniziato tutto con quattro giorni di isolamento, poi la rete è tornata per un paio di giorni ed è sparita nuovamente. Ieri sera sembra essere tornata, speriamo sia la volta buona. È rimasto isolato metà paese, la direttrice di via Mazzini e parte di via XX Settembre: il bar, uno dei ristoranti, il macellaio e parte delle abitazioni private. Io personalmente non potevo nemmeno spedire le ricette elettroniche né fornire i dpc, i farmaci per conto Asl. E a chi doveva prenotare una visita, sono stato costretto a dire di andare a Busalla. Non è accettabile». Un problema che affonda le sue radici nel lontano passato, tanto che in passato il Comune si è più volte detto disponibile a individuare aree per rafforzare il segnale. «Pensare che paradossalmente Crocefieschi è tra i primi Comuni a essere stato dotato dell’infrastruttura per la banda larga – riflette il primo cittadino – La prima parte è stata completata tra il 2021 e il 2022 ma deve ancora essere collegata, il secondo tratto invece è in corso di completamento. Manca solo l’accensione ma i tempi che ci vengono dati vengono continuamente rimandati in avanti. Il rischio è che il progetto diventi obsoleto, visto che la tecnologia corre veloce. È una beffa, visto che noi stiamo lottando per ripopolare il paese, siamo uno dei pochi Comuni dell’entroterra che ha avuto una crescita demografica proprio grazie ai nostri sforzi per assicurare i servizi agli abitanti. Ma senza infrastrutture di base si vanifica ogni sforzo fatto dal territorio».
Crocefieschi, rete in tilt e timori per le elezioni. “Cellulari e pc isolati per quasi dieci giorni”
I residenti chiedono aiuto al Secolo XIX e il guasto viene risolto. Il farmacista del paese: “Problemi continui per bar e negozi”







