VENEZIA - Una rete finanziaria nata nella Venezia del Seicento avrebbe avuto un ruolo decisivo nella fondazione di New York e, oltre un secolo più tardi, nel sostegno alla Rivoluzione americana guidata da George Washington. È la tesi al centro di Unicum Opus (Rizzoli), il nuovo romanzo-inchiesta di Rita Monaldi e Francesco Sorti, affiancati dalla figlia Theodora Maria, frutto di una ricerca condotta in oltre quindici archivi europei. Al centro della ricostruzione compare la famiglia Rezzonico, che nel XVII secolo era ancora una casata di origine comasca. Trasferitasi nella Serenissima, avrebbe costruito una fitta rete di rapporti economici con interessi nella Zecca, nell'Arsenale e nella finanza veneziana, diventando, secondo gli autori, uno degli snodi di un sistema internazionale capace di influenzare gli equilibri politici ed economici dell'Europa.
Intrighi La ricerca, basata su documenti d'archivio, atti notarili e corrispondenze commerciali rinvenuti tra Olanda, Germania, Francia, Spagna, Svezia e altri Paesi, ricostruisce un intreccio di società, prestanome e operazioni finanziarie che richiama, per complessità, le moderne inchieste sui paradisi fiscali. Unicum Opus conclude il ciclo narrativo iniziato ventiquattro anni fa con Imprimatur, bestseller internazionale che ha dato vita a una serie di sette romanzi storici. Anche questa volta il protagonista è l'abate Atto Melani, diplomatico, ex cantante evirato e agente segreto realmente esistito, attraverso il quale gli autori raccontano gli intrighi dell'Europa del Re Sole intrecciando narrativa e fonti documentarie.Nel nuovo volume, però, lo sguardo si allarga oltre il continente europeo. Secondo la ricostruzione proposta da Monaldi e Sorti, i Rezzonico avrebbero operato come prestanome dei ricchissimi Odescalchi, famiglia legata anche a papa Innocenzo XI, investendo ingenti capitali in una rete internazionale che comprendeva importanti casate mercantili e bancarie dei Paesi Bassi. Tra queste figurano i Bartolotti, imprenditori di origine bolognese trasferitisi ad Amsterdam, che avrebbero assunto un ruolo di primo piano nella West India Company, la compagnia olandese che nel 1624 fondò New Amsterdam, destinata a diventare l'attuale New York. Attraverso documenti conservati negli archivi europei, gli autori sostengono di aver individuato rapporti finanziari tra i Bartolotti e il network Odescalchi-Rezzonico, ipotizzando così un coinvolgimento di capitali veneziani nelle prime fasi della colonizzazione dell'area di Manhattan. Guerra d'indipendenza La ricostruzione prosegue seguendo l'evoluzione di questa rete economica, che avrebbe finanziato anche Guglielmo d'Orange durante la Gloriosa Rivoluzione del 1688, contribuendo indirettamente alla nascita della Bank of England e al progressivo spostamento del baricentro finanziario europeo dal Mediterraneo al Nord Europa. L'ultimo capitolo conduce infine alla Guerra d'Indipendenza americana. Secondo gli autori, la stessa rete avrebbe favorito l'arrivo di risorse economiche ai rivoluzionari americani attraverso la famiglia Neufville, coinvolta nella firma di accordi riservati con il diplomatico William Lee, stretto collaboratore di George Washington. La pubblicazione di Unicum Opus coincide con il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti (il 4 luglio 1776) e rilancia il dibattito sul ruolo della finanza europea nella nascita della futura potenza americana. Le tesi avanzate da Monaldi e Sorti attendono naturalmente il confronto della comunità scientifica, ma hanno già suscitato l'interesse di alcuni studiosi. Lo storico spagnolo José San Ruperto, dell'Università di Valencia, ha infatti invitato a non sottovalutare il lavoro dei due autori, definendolo un contributo meritevole di attenzione nel panorama della ricerca storica.







