<p>Una cassaforte di famiglia quasi dimenticata.
Dentro orologi, gioielli, pietre preziose che passano di padre in figlio.
Spesso, però, senza documenti che ne consentano la tracciabilità e che li rendono difficili da monetizzare o da dividere tra gli eredi.
In Italia ci sarebbero circa 150 miliardi di euro in asset preziosi «dormienti», in case e casseforti private, secondo una stima effettuata dalla società di consulenza specializzata Auctentic su dati Federorafi e Istat. </p><p>Quando si ereditano beni preziosi «il primo passo non è la vendita ma la comprensione del valore reale, spesso diverso da quello percepito o stimato in ambito locale», spiega Dov Alter, ceo e cofondatore di Auctentic. «Un diamante o un gioiello ereditato vanno analizzati nella loro interezza: caratteristiche gemmologiche certificate, documentazione disponibile e il contesto di mercato attuale, che è globale.
Dal punto di vista fiscale in molti casi questi beni rientrano in dinamiche successorie semplificate, ma ciò non elimina la necessità di una valutazione accurata».</p><p>Nata nel 2022, la società ha assistito quasi 10 mila famiglie ed esaminato oggetti dal valore di 60 milioni.







