La pre apertura della prossima Mostra del cinema di Venezia, l’1 settembre, già annunciata, Col cuore in gola, uno dei film londinesi pop art che Tinto Brass ha realizzato nel 1967, e che permetterà di conoscere del regista un altra parte dell’opera, non legata cioè alla sua «immagine» di autore erotico, è anche il prologo di Venezia classici, la sezione del festival dedicata al cinema del patrimonio con restauri provenienti da cineteche e istituzioni di tutto il mondo.

Questa edizione sono diciannove i titoli selezionati, fra i quali anche alcuni recenti, non cioè del cinema classico – o forse già lo sono diventati? – come Lo zio di Brooklyn (1995) primo lungometraggio di Ciprì e Maresco che ritrovava il paesaggio apocalittico della loro Palermo in bianco e nero, cristallizzta in figure sui bordi, personaggi perduti a loro modo crudeli e cinici, appunto, e insieme, privi di consapevolezza del mondo e della sua brutalità di cui sono partecipi. Ma scorrendo l’elenco troviamo anche Ning Ying, la prima regista – e a proposito le cineaste sono molto poche nell’elenco – cinese a studiare in Italia cinema, al Centro sperimentale, raccontava spesso ridendo lo stupore a Roma che suscitava visto che negli anni Ottanta di persone dalla Cina ne arrivavano poche.