di
Daniele Sparisci
Intervista al numero 1 del surf mondiale: «Mi dicono: "Ma sei davvero italiano?". Mia moglie Sophia mi ha dato una nuova visione»
Leonardo Fioravanti, ventotto anni. Da bambino sul litorale laziale inseguiva con la tavola le onde create dal traghetto di rientro al porto di Civitavecchia. Il Tirreno diventava l’oceano, la fantasia viaggiava su un equilibrio breve e sottile. Oggi, dopo aver girato il pianeta, è diventato il surfista più forte del mondo, numero uno del ranking della World Surf League (l’equivalente dell’Atp del tennis) grazie a un successo in El Salvador e a un podio a Rio. Un risultato impensabile per un italiano in uno sport dominato da brasiliani, statunitensi e australiani.
Adesso, a freddo, ha realizzato di essere il numero uno, ma la prima reazione?«La prima è stata correre da solo in una stanza d’albergo, mia moglie mi guardava e credeva che fossi matto. Siamo a metà stagione e ora devo restare in vetta, essere così competitivo in Brasile, davanti a fenomeni e a un tifo scatenato. Beh, lo ricorderò per sempre».








