In vista del cruciale vertice Nato del 7-8 luglio ad Ankara, si è tenuta una visita di alto livello dell’Unione Europea nella capitale turca. Dalla postura dei rappresentanti europei è emerso un vero e proprio cambiamento nell’approccio del blocco alla Turchia. I funzionari dell’UE hanno infatti posto l’accento sulla cooperazione in materia di sicurezza, migrazione, energia e difesa, mentre le preoccupazioni relative alla democrazia e ai diritti umani nel paese sono state messe in secondo piano.

L’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e i commissari Marta Kos e Magnus Brunner hanno incontrato il presidente Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri Hakan Fidan.

Le dimensioni dell’esercito turco, la crescente industria della difesa, la posizione sul Mar Nero e il ruolo nella gestione dei flussi migratori hanno reso Ankara sempre più “preziosa” per Bruxelles, in un momento in cui l’Europa si trova ad affrontare la guerra della Russia in Ucraina e crescono, in contemporanea, i dubbi circa gli impegni degli Stati Uniti nei confronti dell’Alleanza Atlantica.

Il tono della visita ha tuttavia suscitato critiche da parte di politici, diplomatici, gruppi per i diritti umani e commentatori, i quali hanno affermato che l’esecutivo UE sta trattando la Turchia principalmente come un partner strategico e riducendo, di conseguenza, la pressione pubblica sul regime sempre più autoritario di Erdogan.