<p>Come le bollette della luce o quelle del gas, anche le polizze Rc Auto sono spesso una delle voci incisive nella spesa delle famiglie italiane.

Nel 2025 il <strong>premio medio annuo</strong> per assicurare un’autovettura, calcolato da <strong>Ivass</strong>, è stato di <strong>438 euro</strong>, che va ovviamente moltiplicato se in casa di mezzi ce ne sono due o più.

Un dato in aumento del <strong>4,5%</strong> rispetto all’anno prima, sulla spinta dell’<strong>inflazione</strong> anche se si tratta di una media approssimativa. </p> <p> </p> <p>Da considerare c’è la <strong>classe di merito</strong> dell’assicurato (più si sale in classifica meno si paga) oltre al fatto che, nelle regioni e nelle province a maggior rischio di incidenti e di frodi il costo dell’Rc Auto può essere decisamente più salato.

Poi ci sono gli sconti che le compagnie possono fare ai loro clienti, e quelli che si ottengono se si decide di istallare sull’auto una <strong>scatola nera</strong> che verifica lo <strong>stile di guida</strong> dell’automobilista, scelte da più del 17% degli assicurati.

Un sistema evidentemente complesso, che vale <strong>13,5 miliardi di euro</strong> di premi annui (dati 2025) e che <strong>Antitrust</strong> e <strong>Ivass</strong> hanno deciso di analizzare in profondità, avviando un’<strong>indagine utile a introdurre correttivi</strong> perché, segnalano le autorità, nel settore sembrano persistere criticità. </p> <p> </p> <h2>Il divario dei premi tra Italia ed Europa</h2> <p>Nel comparto più volte è intervenuto il legislatore e negli anni gli effetti positivi non sono mancati.