L’ateneo Unical aderisce al progetto “Capitale Umano” ma la firma insieme ai ministri Tajani, Piantedosi e Bernini apre il dibattito sul rapporto tra inclusione e politiche migratorie.

L’Università della Calabria entra nel progetto “Capitale Umano 2026”, l’iniziativa che punta a creare corridoi universitari per consentire a studenti meritevoli provenienti da Bangladesh e Pakistan di studiare negli atenei italiani. Un progetto presentato come un modello di inclusione e internazionalizzazione.

A Roma, direttamente in Viminale, il protocollo è stato firmato dal rettore Gianluigi Greco alla presenza dei ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi e Anna Maria Bernini.

Nel corso della presentazione, il rettore ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa. «Io credo che una prospettiva di un accordo, sempre più strutturato, che vede le università collaborare strettamente con questi ministeri sia la strada per il futuro», ha affermato Greco, evidenziando anche l’importanza di far conoscere il Mezzogiorno a studenti provenienti dall’estero. «Questo progetto è importante per me perché mette insieme il Sud. Io non ho mai fatto progetti con Messina e Salerno, quindi aiutarci a creare delle reti, selezionare l’università e creare sinergie tra loro è un risultato importante di primo livello», ha concluso.