Stefano, padre e allenatore di Flavio, racconta all'Adnkronos il momento del numero 10 del ranking Atp: "Ha trovato le energie per superare due ostacoli molto complicati nei primi due match a Londra"

I primi due squilli a Wimbledon convincono papà. “Flavio è arrivato un po’ stanco, a causa dei vari impegni dopo Parigi, da giovedì siamo tornati però ad allenarci e a riposare in modo corretto. Ho visto buoni segnali nella prima partita, ha ritrovato la giusta fame per portarla a casa. Idem ieri, nel secondo turno con Duckworth. Ha alzato il livello contro uno specialista, dimostrando di aver ritrovato il ritmo psicofisico”. Stefano Cobolli risponde all’Adnkronos da Londra e legge così l’inizio dello Slam inglese di suo figlio Flavio, finalista poche settimane fa al Roland Garros e nuovo top ten. “Sarà un torneo complicato per lui – sottolinea il padre-coach - ma al momento devo fargli i complimenti. Ha trovato le energie per superare due ostacoli molto complicati”.

Come avete vissuto il periodo dopo il Roland Garros?

"Flavio si è preso qualche giorno di riposo e poi è andato ad Halle, dove ha fatto un'ottima settimana di allenamento. In doppio ha giocato bene, mentre in singolare ha trovato subito Tiafoe, che poi ha vinto il torneo. In quel momento non era ancora pronto per affrontare un avversario di quel livello, ma la settimana gli è servita per preparare al meglio Wimbledon. Una finale Slam lascia qualcosa in termini di consapevolezza e forza mentale, è inevitabile. L'importante è non perdere equilibrio. Un risultato così nasce dal lavoro fatto nei mesi precedenti e dalla capacità di gestire ogni giornata del torneo. A Parigi Flavio lo ha fatto molto bene. Speriamo abbia presto un'altra occasione per giocarsi una finale del genere, sono partite che insegnano tantissimo".