«Si tratta di un momento molto importante dal punto di vista sportivo e di forte significato simbolico», dice Max Sirena, Ceo di Luna Rossa. «Navigare per la prima volta nelle acque di Napoli con i due AC40 a poco meno di un anno dall’inizio delle regate rappresenta una pietra miliare per il nostro team. Dal punto di vista tecnico, queste sessioni sono fondamentali per prendere confidenza con il campo di regata e per ruotare gli equipaggi, in preparazione delle Preliminari di settembre”.
I primi test di velocità di Luna Rossa a Napoli (Borlenghi)
L’esordio Napoli sta cominciando a vivere l’America’ Cup. Dopo gli annunci, ora la Coppa si vede. Ci sono le basi, per ora ancora “scheletri” strutturali, che stanno nascendo a Bagnoli e che sono già state in parte consegnate come aree – lo è stato per gli inglesi di GB1, quindi per Alinghi e La Roche-Posay; Luna Rossa ha già varato la manovra di avvicinamento da Cagliari. E sempre a terra, sono state strette le alleanze con i circoli nautici cittadini: gioco forza con il Circolo del Remo e della Vela Italia, che è lo yacht club che dà il guidone a Luna Rossa (e che ha lanciato formalmente la sfida), poi con il Reale Yacht Club Canottieri Savona, che è diventato invece la base di Team New Zealand, dunque del Defender, il detentore della Coppa. E più di recente, l’alleanza tra GB1 e il Circolo Canottieri Napoli. Poi, c’è il mare. Dove ha fatto il suo esordio Luna Rossa, per ora con gli AC 40, i due fratelli più piccoli degli AC 75 della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup; AC 40 che sono le barche di allenamento, quelle della Coppa dei Giovani e delle Donne (AC Youth & Women) e delle regate preliminari (Preliminary) che hanno già visto i team scendere in acqua a Cagliari e che torneranno proprio a Napoli dal 24 al 27 settembre. UN assaggio della 38a America’s Cup, che verrà nel 2027. «Si tratta di un momento molto importante dal punto di vista sportivo e di forte significato simbolico», dice ancora Sirena sulla prima uscita in mare. C’è anche l’emozione di trovarci nella venue ufficiale dell’evento — che per la prima volta è in Italia —, il piacere di navigare nel golfo di Napoli e quello di respirare il calore di questa splendida città. Siamo in una fase molto intensa per il team, impegnato sia a Napoli con gli AC40, sia a Cagliari con la preparazione e lo sviluppo sull’AC75. Oggi festeggiamo un traguardo significativo, che segna un importante passo avanti verso il nostro obiettivo finale». C’è anche chi studia il campo di regata. «Il nostro obiettivo in questa fase è raccogliere dati fondamentali sulle condizioni meteo marine che poi ritroveremo tra un anno – dice Simone Salvò, uno dei coach – e allenare gli equipaggi sia nella flotta sia nel match race, massimizzando le uscite. Avere due barche, infatti, ci permette di navigare praticamente sempre, potendo alternare gli scafi nei momenti di manutenzione. Per quanto riguarda le condizioni meteo generali, l’alta pressione sul golfo regala generalmente una brezza di mare più leggera rispetto a Cagliari; inoltre, essendo questa città un importante snodo marittimo, c’è un’onda generata dalle navi di passaggio che va tenuta in considerazione. Per noi sono tutte informazioni preziose guardando non solo alle regate di settembre, ma soprattutto a quelle del 2027».












