Il mercato dei PC negli Stati Uniti ha aperto il 2026 con risultati inferiori alle aspettative. Secondo le ultime stime diffuse da Omdia, nel primo trimestre dell'anno le spedizioni hanno raggiunto 15,8 milioni di unità, con una contrazione del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta del calo più marcato registrato dal terzo trimestre del 2023.
Alla base della flessione ci sono diversi fattori, ma il principale riguarda la crescente domanda di componenti destinati ai sistemi per intelligenza artificiale. Gli investimenti delle grandi aziende tecnologiche e delle società impegnate nello sviluppo dell'AI, come noto, stanno esercitando una forte pressione sulla catena di fornitura. Il risultato sono prezzi, soprattutto per memorie e storage, che evidentemente molti utenti reputano inaccettabili.
Omdia evidenzia inoltre che l'effetto positivo generato dal ciclo di aggiornamento verso Windows 11 si è ormai esaurito per gran parte del mercato consumer, mentre anche l'accumulo di scorte legato ai dazi introdotti negli Stati Uniti nel 2025 non rappresenta più un elemento determinante.
Le difficoltà risultano particolarmente evidenti nel segmento dei PC entry level. I sistemi con un prezzo inferiore a 500 dollari hanno registrato una diminuzione delle spedizioni del 18,7% su base annua. Secondo gli analisti, il rincaro di memorie e dispositivi di archiviazione ha ridotto sensibilmente i margini di profitto di questa fascia di prodotto, di conseguenza dal punto di vista dei clienti risultano meno competitivi, mentre da quello dei produttori meno sostenibile continuare la fabbricazione.










