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Da qualche giorno in molte trasmissioni televisive in Francia si discute del caso di Hamza F. (il cognome non è stato diffuso), un quattordicenne originario dell’Algeria diventato virale sui social per alcuni video in cui disturba i passanti lungo il Canal Saint-Martin, un canale artificiale nel nord di Parigi che da metà giugno il Comune ha reso parzialmente balneabile. La storia è stata strumentalizzata dai media e dai politici di estrema destra, che presentano Hamza come l’ultimo esempio di una generazione di adolescenti stranieri che i partiti moderati al governo non riescono a controllare.
Nei molti video che negli ultimi giorni hanno raggiunto milioni di visualizzazioni si vede Hamza, incitato dai suoi amici, mentre spruzza le persone con una pistola ad acqua o ferma ciclisti e automobilisti per chiedere loro un “pedaggio” di due euro per evitare di essere spruzzati: motivo per cui è stato soprannominato “la Douane”, ossia “la dogana”. In un video lo si vede anche impegnato in una battaglia con pistole ad acqua con dei poliziotti.
Hamza è stato anche ripreso mentre butta in acqua alcune persone sedute sul bordo del canale, disturba quelle che pranzano nei caffè vicini o tiene chiusa la porta di un bagno pubblico per impedire a una donna di uscire. La polizia lo ha arrestato e rilasciato due volte, l’ultima sabato scorso: fonti di polizia rimaste anonime hanno detto ad alcuni media conservatori che Hamza sarebbe accusato di aver rubato un telefono insieme a degli amici e di essere poi scappato dagli agenti. Sarebbe inoltre già noto alle forze dell’ordine per una serie di reati minori commessi a partire da metà del 2025, che non hanno mai portato a procedimenti più gravi.









