All’ospedale Israelitico di Roma sono scomparse 80 fiale di fentanyl, potente oppioide utilizzato anche come droga sintetica. Si teme un furto per rivenderlo sul mercato nero. Riunione d’emergenza a Palazzo Chigi.
Foto da Google Maps
Una partita di ottanta fiale di fentanyl è sparita dall'Ospedale Israelitico di Roma, nel quartiere Magliana. Il potente oppioide, utilizzato nella terapia del dolore grave, è diffuso anche come droga sintetica e il suo uso non medico può essere letale anche in piccole dosi. Il medicinale era custodito nella cassaforte della farmacia dell'ospedale, il che fa sospettare che si sia trattato di un furto su commissione con lo scopo di rivenderlo sul mercato nero degli stupefacenti. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'inchiesta per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La sparizione ha allertato anche il governo, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha indetto una riunione d'emergenza a Palazzo Chigi.
L'Ospedale Israelitico: "Non sappiamo quando è avvenuto il furto" A lanciare l'allarme sarebbero stati i dipendenti dell'ospedale che lunedì 29 giugno hanno denunciato la scomparsa alla stazione dei carabinieri Roma Trullo. "Ma non sappiamo quando sia avvenuto", ha dichiarato all'Adnkronos Salute Antonio Maria Leozappa, commissario straordinario dell'Ospedale Israelitico. "Immagino che la magistratura abbia avviato un'inchiesta. Da parte nostra abbiamo presentato denuncia e querela contro ignoti: siamo parte lesa e abbiamo anche avviato accertamenti interni". Quando sono giunti sul posto, secondo quanto riportato dal Messaggero, i militari hanno constatato come sulla cassaforte non ci fossero segni di effrazione. La chiave, riferisce l'ospedale, è a disposizione di più dipendenti fra medici e infermieri. Riunione d'urgenza a Palazzo Chigi Il furto del medicinale, utilizzato in anestesia ma diffuso soprattutto negli Stati Uniti anche come potente droga, ha suscitato preoccupazione anche fra le alte sfere della politica. Come riferiscono fonti di Palazzo Chigi, ci sarebbe "forte allarme" all'interno del governo "per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l'accesso e la custodia di esse".










