Bologna, 3 luglio 2026 – Le piaceva raccontare e insegnare il futuro. Il mondo che verrà, nascosto dentro alla tecnologia e alla scienza finché qualcuno non lo svela, come ha fatto Franca Ferri - giornalista, caporedattrice del nostro giornale, scomparsa a 63 anni a Bologna – , scoprendo Internet dalla fine degli anni 90, arrivando ai progressi della medicina ai nostri giorni.

Carattere forte, fortissimo. Forgiato anche dal brutale assassinio a Forlì, da parte delle Brigate rosse, di Roberto Ruffilli, suo cugino, del quale era rimasta la parente più vicina dopo la scomparsa della madre Silvana, zia del senatore. Un legame travasato nell'impegno diretto nella Fondazione Ruffilli. Franca Ferri all'anniversario dell'assassinio del senatore forlivese Roberto Ruffilli, due anni fa

Carattere forte, a volte spigoloso, sì: con Franca si poteva litigare, certo, ma aveva un cuore d'oro. Chi ha avuto l'onore di averla come amica lo sa. Senso dell'impegno, sempre. Portato più volte dentro ai Comitati di redazione, i sindacati dei giornalisti, dei quali ha fatto parte.

Oppure indossando i panni della maestra nei corsi di formazione; o ancora alla guida della redazione web del Resto del Carlino.

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