Le reti mobili potrebbero presto assumere un ruolo che va ben oltre la connettività. Le infrastrutture cellulari 4G, 5G e, in prospettiva, 6G sono destinate a trasformarsi in piattaforme capaci di comunicare e, allo stesso tempo, rilevare e tracciare oggetti nello spazio circostante. È questo il principio dell’Integrated Sensing and Communications (ISAC), tecnologia sulla quale il Department of War degli Stati Uniti ha deciso di investire assegnando a Cohere Technologies un contratto da 28 milioni di dollari.Il progetto prevede la realizzazione di un prototipo di Multi-Waveform Radio Access Network (RAN) destinato ad applicazioni mission critical, sfruttando le infrastrutture commerciali esistenti per creare una rete di sorveglianza aerea e terrestre in grado di operare senza distinguersi dal normale traffico cellulare. Un approccio che conferma come l’evoluzione della Radio Access Network stia diventando un terreno strategico anche per la sicurezza nazionale.Indice degli argomenti
Il ruolo dell’Open RAN e delle architetture multi-waveformLa risposta alla minaccia dei droniApplicazioni dual use per telecomunicazioni e industriaLe tecnologie sviluppate dal progettoL’obiettivo: infrastrutture wireless sovrane e pronte per il futuroIl ruolo dell’Open RAN e delle architetture multi-waveformDal punto di vista delle telecomunicazioni, il progetto presenta diversi elementi di interesse. Il prototipo sarà infatti costruito su una piattaforma software aperta ed estensibile, compatibile con le architetture FutureG OCUDU e con i principi di interoperabilità promossi dall’ecosistema Open RAN.La soluzione integrerà le tradizionali forme d’onda OFDM, oggi utilizzate nelle reti 4G e 5G, con la tecnologia proprietaria Pulsone, basata sulla modulazione Zak-OTFS, particolarmente efficace negli scenari caratterizzati da elevato effetto Doppler, come quelli che coinvolgono droni o altri oggetti in rapido movimento.L’obiettivo è sviluppare una RAN multi-waveform, capace di supportare contemporaneamente comunicazioni mobili e funzioni di rilevamento, senza richiedere nuove infrastrutture dedicate.La risposta alla minaccia dei droniSecondo il Dipartimento della Guerra statunitense, la crescita delle minacce rappresentate dagli sciami di droni rende prioritario accelerare lo sviluppo di sistemi ISAC.“L’ISAC rappresenta una priorità strategica per il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti nella difesa contro gli sciami di dron – afferma Tom Rondeau, Principal Director for FutureG del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti – Avevamo bisogno di un partner con una tecnologia già pronta. Come innovatore riconosciuto e con una comprovata capacità di sviluppare piattaforme multi-waveform, Cohere Technologies offriva un percorso concreto da avviare immediatamente”.“La sua modulazione OTFS trasporta direttamente le informazioni nel dominio del rilevamento, garantendo enormi vantaggi nelle prestazioni di comunicazione e sensing in ambienti ad alto effetto Doppler – prosegue Rondeau – Questa soluzione consente di mettere rapidamente a disposizione capacità ISAC fondamentali, valorizzando al tempo stesso il nostro approccio orientato all’innovazione e dimostrando il grande potenziale della piattaforma FutureG Open Centralized Unit Distributed Unit (OCUDU).”Il sistema sarà progettato per rilevare, classificare e tracciare droni, operando sulle stesse bande di frequenza utilizzate dalle reti mobili commerciali. In questo modo, l’attività di sensing risulterà indistinguibile dalle normali comunicazioni cellulari, rendendo più difficile l’individuazione del sistema da parte di eventuali avversari.Applicazioni dual use per telecomunicazioni e industriaAccanto agli impieghi militari, il programma punta anche allo sviluppo di applicazioni civili. Tra gli scenari individuati figurano la Advanced Air Mobility, la gestione intelligente del traffico urbano e i servizi di pubblica sicurezza, tutti ambiti nei quali le reti mobili potrebbero offrire funzionalità di monitoraggio integrate oltre ai tradizionali servizi di connettività.Per gli operatori delle telecomunicazioni, il progetto rappresenta un’ulteriore conferma del potenziale dell’ISAC come evoluzione naturale delle reti di nuova generazione, destinata ad ampliare il valore delle infrastrutture esistenti attraverso servizi a maggiore contenuto tecnologico.Le tecnologie sviluppate dal progettoIl programma prevede la realizzazione di una piattaforma completa che comprenderà una RAN multi-waveform, un sistema mobile di test per configurazioni di sensing mono-statiche, bi-statiche e multi-statiche, una piattaforma di elaborazione basata su algoritmi di inferenza in grado di trasformare i dati Delay-Doppler in tracciamenti tridimensionali in tempo reale e ambienti di prova outdoor. L’intera architettura sarà conforme ai requisiti della piattaforma FutureG OCUDU e ai principi di sicurezza Zero Trust.L’obiettivo: infrastrutture wireless sovrane e pronte per il futuroPer Cohere Technologies il contratto rappresenta una conferma della strategia perseguita negli ultimi anni, orientata allo sviluppo di infrastrutture wireless utilizzabili sia in ambito civile sia nella difesa.“Questo contratto ISAC con il Dipartimento della Guerra rappresenta una tappa fondamentale per Cohere e per il futuro delle tecnologie wireless a duplice utilizzo – sottolinea Ray Dolan, Chairman e CEO di Cohere Technologies – Combinando la nostra tecnologia Pulsone con il tradizionale Orthogonal Frequency-Division Multiplexing (OFDM) in un’architettura software-defined flessibile, possiamo offrire capacità di rilevamento ad alte prestazioni che siano accessibili, scalabili e operative in modo invisibile: esattamente ciò che serve per contrastare la crescente minaccia rappresentata dai droni e dai sistemi aerei senza equipaggio”.“L’assegnazione di questo progetto ISAC – conclude – conferma la visione di lungo periodo di Cohere, orientata alla realizzazione di infrastrutture wireless sovrane e pronte per il futuro, al servizio sia della sicurezza nazionale sia dei mercati commerciali. Siamo orgogliosi di collaborare con il FutureG Office e con i partner del programma per sviluppare tecnologie che rafforzano la capacità del nostro Paese di rilevare e rispondere alle minacce in contesti operativi complessi”.








