Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa lotta alle mafie ha un problema: ci sono 47mila immobili confiscati su tutto il territorio nazionale ma di questi solo il 52,2% ha concluso l’iter di destinazione. E non è facile gestire le imprese sottratte ai mafiosi. Parola del rapporto «Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive» realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato al Senato in questi giorni.

I numeri degli immobili confiscati in Italia

Tanto per dare un approfondimento: solo nel periodo gennaio-luglio ‘24 sono stati destinati a finalità pubbliche o sociali 3.446 beni, di cui 3.126 immobili e 320 aziende. Tra il 2010 e il 2023 il numero complessivo dei beni destinati è aumentato del 77,2%, raggiungendo quota 24.789.

La ricerca, sottolinea l’Adnkronos, valuta a livello economico anche l’intero patrimonio immobiliare confiscato: al 9 novembre 2025, la banca dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) censiva 43.326 immobili e 4.836 aziende in stato di confisca.

Gli immobili ancora gestiti dall'Anbsc sono 21.662, per un valore complessivo stimato di circa 1,96 miliardi di euro. A questi si aggiungono 21.664 immobili già destinati, il cui valore complessivo è stimato in circa 2,71 miliardi di euro. Nel complesso, la ricerca stima che i 43.287 immobili confiscati abbiano un valore di circa 4,66 miliardi di euro. Ma attenzione: mettendo assieme aziende, partecipazioni societarie, beni mobili registrati, disponibilità finanziarie e gli altri cespiti patrimoniali, il valore complessivo è quantificabile fra i 30 e 40 miliardi di euro.