| 1 Luglio 2026 14:04 |
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(Adnkronos) – Il sistema dei beni confiscati comprende oltre 47mila beni immobili e aziende distribuiti sull’intero territorio nazionale. Di questi, solo il 52,2% ha concluso l’iter di destinazione. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2024 sono stati destinati a finalità pubbliche o sociali 3.446 beni, di cui 3.126 immobili e 320 aziende. Tra il 2010 e il 2023 il numero complessivo dei beni destinati è aumentato del 77,2%, raggiungendo quota 24.789. È quanto emerge dal rapporto di ricerca ‘Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive’, realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato.
Il tema dei beni confiscati, spiega Eurispes, va ben oltre il contrasto alla criminalità organizzata e investe direttamente l’economia, la qualità delle istituzioni e le prospettive di sviluppo del nostro Paese. Le mafie, infatti, vanno osservate non sono soltanto come organizzazioni criminali: esse sono diventate grandi operatori economici e finanziari che accumulano ricchezza, alterano i mercati, distorcono la concorrenza e condizionano interi territori. Partendo da questo presupposto, è fondamentale andare oltre al numero dei beni che riusciamo a sequestrare o confiscare, ma quanto siamo realmente in grado di restituire alla collettività trasformandoli in valore economico e sociale.










