È giunto al termine il progetto scuola, un'iniziativa promossa dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e provincia insieme all'Istituto Penale per Minorenni di Nisida, nata con l'obiettivo di parlare ai giovanissimi di salute, responsabilità, consapevolezza e cura di sé. Nel corso del progetto, circa 50 ragazzi dell’IPM di Nisida sono stati coinvolti in incontri dedicati ad affettività e malattie sessualmente trasmesse, abuso di alcol, fumo, salute orale, dipendenze e corretti stili di vita.

«La prevenzione – ha sottolineato il presidente dell'OCMeO Bruno Zuccarelli – non è solo un tema sanitario. È anche prevenzione del disagio, della solitudine, della rabbia, della marginalità. Parlare con questi ragazzi significa provare a costruire un ponte. Significa dire loro che la vita può cambiare direzione. Per farlo servono adulti credibili, istituzioni presenti e comunità capaci di non voltarsi dall’altra parte». Alla giornata conclusiva, tenutasi presso la sede dell'Ordine, hanno preso parte, insieme al presidente Zuccarelli, il direttore dell’IPM di Nisida Gianluca Guida, la presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli Paola Brunese, la presidente della Corte d’Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli e Giovanna Sannino, nota al grande pubblico per il personaggio di Carmela nella serie Mare Fuori.Giuramento di Ippocrate, Bruno Zuccarelli (ordine dei medici) alla webtv del MattinoIn un momento complicato per Napoli a causa dei diversi episodi di criminalità giovanile che stanno ferendo la città, iniziative come questa ricordano quanto sia importante stare accanto ai giovani, soprattutto a quelli che hanno sbagliato. «Nessun ragazzo nasce perduto: il compito delle istituzioni, della scuola, della sanità e della società civile è offrire strumenti, ascolto e possibilità concrete per ritrovarsi e ritrovare la strada», ribadisce Zuccarelli.Significativo il momento dedicato alla proiezione del video con le testimonianze di due giovani detenuti che hanno preso parte al progetto: «Dopo aver partecipato a questo progetto ho riflettuto. Uscito di qui mi piacerebbe continuare a parlare di questi temi, per poterli un giorno trasmettere ai miei figli». Parole che hanno restituito il senso più profondo dell'iniziativa: aiutare i ragazzi a comprendere gli errori e a ripartire dalla cura di sé e della propria salute.Formare ed informare sono stati i due principali obiettivi perseguiti e raggiunti dal progetto, iniziando un lavoro fondamentale di educazione giovanile negli istituti penitenziari minorili, che - si auspica - possa strutturarsi e non restare un caso isolato. «Quando un ragazzo entra in un circuito penale – ha concluso Zuccarelli – la società ha già perso una parte della sua sfida educativa. Ma non tutto è perduto. Ogni occasione di ascolto, ogni parola giusta, ogni testimonianza può diventare l’inizio di un percorso nuovo. Napoli non può permettersi di abbandonare i suoi figli più difficili. Deve avere il coraggio di recuperarli».