“Noi per Nisida”, l’Ordine dei Medici di Napoli scende in campo. Un messaggio di speranza e, soprattutto, un sostegno pratico quello per il quale si stanno impegnando gli eredi di Ippocrate. L’annuncio è arrivato ieri a conclusione della presentazione nell’auditorium della Riviera di Chiaia del progetto-scuola dedicato ai ragazzi ristretti nell’Istituto penale per minorenni di Nisida.
Ma cosa possono fare i camici bianchi per quei tanti giovani dei quali è auspicabile un recupero di vita nella società? Un recupero possibile soltanto se la comunità sociale si darà da fare mirando esclusivamente a questo obiettivo e non soltanto alla pena detentiva. Lo ha spiegato bene il presidente dell’Ordine partenopeo, entrando nel dettaglio dell’iniziativa che, coinvolgendo 50 ragazzi dell’Istituto, sta promuovendo incontri tematici dedicati ad affettività e malattie sessualmente trasmesse, abuso di alcol, fumo, salute orale, dipendenze e corretti stili di vita.
Non è tutto, ma è tanto. “La prevenzione – ha sottolineato Zuccarelli – non è solo un argomento che riguarda la sanità in generale, ma il disagio, la solitudine, la rabbia, la marginalità. Parlare con questi ragazzi significa provare a costruire un ponte. Significa dire loro che la vita può cambiare direzione. Per farlo servono adulti credibili, istituzioni presenti e comunità capaci di non voltarsi dall’altra parte. Oggi più che mai c’è bisogno di stare accanto ai giovani e aiutarli prima che sia troppo tardi”.






