L'Editoriale

Venerdì 03 Luglio 2026

MONDO. Secondo i dati dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), due giorni dopo l’inizio dell’invasione russa su larga scala, avviata il 24 febbraio 2022, in Polonia erano già fuggiti 100mila ucraini: donne, minori e anziani. Dopo due mesi saranno 5 milioni.

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«L’esodo più veloce e consistente da un teatro di conflitto dopo la Seconda guerra mondiale, almeno in Europa» dirà Filippo Grandi, allora direttore dell’Unhcr. Fu il termometro della gravità della violenza scatenata sull’Ucraina: dall’assedio di Kiev all’eccidio nel distretto di Bucha (1.400 civili uccisi nel solo marzo 2022) compiuto da battaglioni del Cremlino arrivati dalla Bielorussia. Tra febbraio e maggio 2022 invece gli invasori distrussero il 90% degli edifici di Mariupol: nel Donbas, aveva 500mila abitanti e almeno 27mila risultano ancora scomparsi. Dove c’è stata e dove c’è occupazione, la Missione Onu per i diritti umani ha certificato carcerazioni arbitrarie, torture, stupri e sparizioni, una quantità di crimini di guerra e contro l’umanità che ha portato la Corte penale internazionale ad emettere già dal 2023 sei mandati di cattura: il destinatario più noto è Vladimir Putin, per aver ordinato il trasferimento a forza di migliaia di minori ucraini in Russia.