Il vertice Nato di Ankara (7-8 luglio) si apre in un contesto segnato da crisi simultanee – dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente fino alla competizione con Cina e Russia – che impongono all’Alleanza un cambio di passo. Al centro il rafforzamento del ruolo europeo nella sicurezza, la capacità industriale della difesa e un sostegno a Kyiv che sia sostenibile nel lungo periodo. L’analisi di Giovanni Castellaneta e Pasquale Preziosa

Il Vertice Nato che si riunirà ad Ankara il 7 e 8 luglio non rappresenta soltanto un appuntamento periodico dell’Alleanza Atlantica, ma si svolge in un momento storico caratterizzato da una simultanea pressione proveniente da più teatri strategici: la guerra in Ucraina, l’instabilità mediorientale, la crescente assertività cinese e la trasformazione tecnologica della competizione militare, segnata dal ritorno del confronto tra grandi potenze e dall’emergere delle capacità ipersoniche sviluppate prima dalla Russia e successivamente dalla Cina. Tali sviluppi hanno contribuito a riaprire il dibattito sulla vulnerabilità dei tradizionali sistemi di deterrenza e difesa occidentali, inaugurando una nuova fase della dinamica strategica internazionale.