Nulla sarebbe riuscito a farlo desistere da quell’idea oscura che, come un tarlo, si era ormai insinuata nei suoi pensieri. Nonostante il nubifragio in corso e il vuoto spaventoso davanti a sé, aveva deciso di farla finita. È una storia di fragilità e disagio giovanile, quella che arriva dal ventre molle dell’hinterland nord di Napoli. Una vicenda che solo grazie al provvidenziale intervento della polizia di Stato non ha assunto i contorni del dramma. Gli uomini delle Volanti sono infatti intervenuti sul filo del rasoio e quando quel ragazzo era ormai a un passo dal lanciarsi dal sesto piano sono riusciti ad afferrarlo e a metterlo in sicurezza.

L’allarme scatta nel primo pomeriggio di ieri. La sala operativa dirama la segnalazione di un giovane che, sotto la pioggia battente, si è arrampicato sul tetto del palazzo in cui vive e minaccia di farla finita. In pochi secondi due pattuglie della Squadra volanti del commissariato Afragola raggiungono il rione Salicelle e sulla balaustra al sesto piano notano subito la presenza del ragazzo. Senza un attimo di esitazione, gli agenti salgono sl tetto dello stabile e sotto un diluvio universale che non accenna a rallentare ascoltano le sue prime parole: «Nessuno mi capisce». Con il pavimento reso scivoloso dalla pioggia non c’è un solo minuto da perdere. Uno degli agenti instaura un dialogo con il ragazzo e prova a calmarlo. Gli altri tre operatori, sfruttando il momento favorevole, lo placcano da dietro e lo trascinano lontano dal bordo del tetto. Il ventiquattrenne si scioglie in un pianto disperato, prima di essere prelevato dall’ambulanza del 118 che lo porterà all’ospedale di Frattamaggiore.L’intervento degli angeli in divisa non si è però concluso qui. Ascoltata la madre del ventiquattrenne, la quale ha spiegato i problemi psicologici del figlio e la recente fine di una relazione che l’aveva molto turbato, gli agenti, dopo averne guadagnato la fiducia, sono rimasti accanto al ragazzo fino all’arrivo in ospedale. Un gesto di straordinaria umanità e professionalità che va ben oltre il dovere istituzionale, restituendo una speranza a una vita che rischiava di spezzarsi troppo presto.