I sogni sono stati infranti in un attimo e per la 13enne napoletana, precipitata dai piani alti di una palazzina a Scampia, non c'è stato più futuro. L'episodio drammatico è successo ieri in tarda mattinata ed è al centro degli accertamenti e delle indagini della polizia di Stato che si sta concentrando sull'ipotesi più probabile e, allo stesso tempo, la più difficile da comprendere e accettare.I primi indizi raccolti dagli investigatori, infatti, ruotano intorno alla ricostruzione del gesto volontario della minore che si sarebbe buttata da una delle finestre della sua abitazione. Il dramma consumato tra gli edifici popolari a ridosso di via Antonio Labriola, ha sconvolto l'intera comunità del quartiere, ferendo ancora una volta un territorio che nonostante le difficoltà negli ultimi anni è diventato protagonista di operazioni di riscatto urbano, sociale e culturale. Un territorio dove però, in alcune zone, insistono ancora pregiudizi e resistenze nel denunciare o, quantomeno, dichiarare situazioni familiari complesse e problematiche che forse, con il giusto supporto, potrebbero non correre il rischio di dare vita a tragedie.

IL FATTO I soccorsi del 118 sono stati chiamati intorno alle 13 di ieri quando una 13enne napoletana è precipitata dal decimo piano di una palazzina in via Labriola, nel cuore di Scampia. La tragedia è accaduta nel complesso di edilizia popolare conosciuto col nome di Sette Palazzi e la minore è stata ritrovata a terra in corrispondenza della finestra della sua cameretta da letto. In una manciata di istanti, dopo l'arrivo della prima ambulanza, sono sopraggiunti diversi mezzi di soccorso, inviati dalla centrale operativa del 118 per soccorrere i parenti della ragazzina dal momento che più di un familiare ha accusato malori e mancamenti.Per la 13enne morta sul colpo non è stato possibile intervenire in alcun modo e dopo la constatazione del decesso sul posto sono stati eseguiti gli accertamenti del medico legale e il successivo sequestro della salma, ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Per i vicini del quartiere non ci sono state parole da aggiungere alla tragedia, ad eccezione di alcuni cittadini secondo i quali la minore «prima di trasferirsi con la madre in via Labriola dalla nonna paterna, abitava nella Vela Rossa dove per anni aveva condiviso la quotidianità con la nonna materna».LE INDAGINI Gli accertamenti e la prima ispezione della polizia di Stato, sul luogo della tragedia dove ha perso la vita la 13enne di Scampia, sono stati eseguiti inizialmente dai poliziotti del commissariato di Scampia e dagli uomini dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli a cui sono affidate le indagini. Il sopralluogo della sezione scientifica della polizia è durato molte ore e altrettanto è accaduto per gli accertamenti medico legali sul posto. I primi tasselli messi insieme dagli investigatori ripercorrono l'ipotesi di un gesto volontario compiuto dalla minore gettandosi dalla finestra della sua cameretta da letto, molto probabilmente con la presenza in casa della madre che, in quel momento, si trovava in un'altra stanza. Al vaglio dei poliziotti c'è anche un litigio tra mamma e figlia che sarebbe accaduto il giorno prima della tragedia e avrebbe riguardato una discussione per l'uso del cellulare. Potrebbe trattarsi di un litigio che aveva lasciato degli strascichi.L'APPELLO La morte della 13enne ha rappresentato «un dolore enorme per tutta la comunità» ha fatto sapere Nicola Nardella, presidente dell'ottava municipalità e la vicepresidente Anna Distinto ha spiegato che oggi procederanno ad accertamenti su eventuali interventi dei servizi sociali. L'appello a "chiedere aiuto" è stato lanciato dalla consigliera municipale Patrizia Mincione che ha sottolineato la presenza di associazioni, sportelli d'aiuto e servizi sociali.