di Renato Bazzinivenerdì 3 luglio 20263' di letturaGiovanni Malagò... malagheggia. Cioè fa ciò per cui è stato candidato dalla serie A ed eletto a presidente federale: il politico che non si ferma di fronte a un “no”, che lavora ai fianchi degli uomini scelti per il nuovo corso, che sa condurre una trattativa, che convince perfino gli scettici a seguirlo. Un altro presidente, ricevuto un “no” da Paolo Maldini, avrebbe fatto spallucce, magari offendendosi (nell’intimo) per il due di picche. E avrebbe contattato il piano B o C o D e chiuso il contratto prima che la pressione mediatica diventasse insopportabile. Malagò, invece, questa pressione la sa gestire, ci sta comodo dentro, sembra perfino goderne. È lui a dettare i tempi in modo tale che non lo facciano gli altri («Entro una settimana avremo direttore tecnico e ct», ha dichiarato al termine del suo primo Consiglio federale da presidente della Figc) ed è sempre lui a suggerire che c’è un nome preferito e che si sta cercando di convincerlo: «Non so dirvi se sono vicinissimo o molto lontano, ci lavoro tanto. Ho letto diversi nomi, uno in particolare (Maldini appunto, ndr). Non posso smentire né confermare, anche per correttezza verso le possibili alternative» che sono Claudio Ranieri, Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta e Gianluigi Buffon. Fino a poco tempo fa capitava spesso che il presidente della Federcalcio andasse sulle alternative, ricevendo rifiuti dalle prime scelte. È accaduto con Gattuso, caso più recente, che si è seduto sulla panchina azzurra solo perché prima Claudio Ranieri l’aveva negata, preferendo il suo impegno con la Roma. Così, nel tempo, la federazione e la Nazionale sono diventate seconde scelte per i top manager o allenatori. Un onore, certo, ma solo a parole, una volta ingaggiati. Malagò non ha ancora fatto nulla di concreto, ma sta andando sulle prime scelte: Maldini e Conte. L’uno come direttore tecnico, l’altro come commissario tecnico, ruolo che ha già ricoperto con buoni risultati oltre un decennio fa. E lo sta facendo senza farsi demoralizzare dalle difficoltà che per Maldini sono il progetto, il perimetro di azione, le responsabilità e per Conte banalmente i soldi.FIDUCIA
Malagò con Maldini-Conte per un futuro più azzurro | Libero Quotidiano.it
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