In un momento delicatissimo del calcio italiano con le dimissioni di Maldini e Leonardo, e la nomina del nuovo CT, tornano ombre anche sull’ammissibilità della candidatura di Malagò a Presidente: mancherebbe ancor oggi il suo tesseramento negli archivi dell’Anagrafe federale.
Giovanni Malagò esulta felice il 22 giugno 2026: il giorno della sua elezione a Presidente FIGC
Non solo Maldini e Leonardo, lo tsunami che ha sconvolto la neo FIGC post crollo Mondiali e nata poco più di un mese fa con l'elezione del neo Presidente e sono un paio di settimane orsono con la prima bozza di organigramma, rischia di frantumarsi fino al suo vertice. Perché Giovanni Malagò, che in queste ore sta lavorando assiduamente a reinserire le tessere di un puzzle che fatica a prendere forma, è ancora sotto inchiesta della magistratura che sta verificando l'esistenza effettiva del primario requisito indispensabile per essere stato eletto: il tesseramento al momento della candidatura. Così non fosse persino il neo numero 1 del calcio nazionale rischia di decadere.
Un problema non da poco mentre si continua a lavorare per spazzare via gli ultimi cocci dell'iniziale disastroso avvio della nuova era federale: in poco più di un mese, l'elezione di Malagò è avvenuta lo scorso 22 giugno, è accaduto l'impensabile con l'attuale cortocircuito che ha portato alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo che erano stati indicati quali saldi principi su cui porre le basi di una struttura federale. Che ad oggi è precipitata nel caos: l'impossibilità di Andrea Pirlo quale Commissario Tecnico per gli evidenti problemi creati dalla sua collaborazione con un noto provider di scommesse russo. Con l'obbligo di essersi rimessi alla ricerca di un nuovo CT, passo che lo stesso Malagò definì fondamentale e da "non sbagliare". L'esposto dell'Avv. Miele nei confronti di Malagò: il rischio decadenza Purtroppo, però le cose si potrebbero complicare ulteriormente perché sulla figura stessa di Malagò incombe l'ombra della magistratura che sta indagando su un esposto presentato durante la campagna elettorale perla nomina di presidente federale dall’avvocato Renato Miele che aveva provato a candidarsi ma senza trovare adeguato sostegno. Miele ha però sollevato un problema che è attualmente sotto analisi: non risulterebbe il tesseramento di Giovanni Malagò in FIGC secondo quanto richiede l'articolo 29 del regolamento, al momento della sua candidatura. Di fronte al dubbio la stessa Federcalcio aveva garantito la candidabilità di Malagò ma nei registri dell'anagrafe federale non comparirebbe alcun modulo S400 riferito all'attuale Presidente.






