di Daniele Dell'Orcomartedì 23 giugno 20263' di letturaDopo elezioni senza sorprese, Giovanni Malagò è ufficialmente nuovo presidente della Federcalcio. Con il 68,5% dei voti, l’ex numero uno del Coni ha superato Giancarlo Abete, che si è fermato al 29,17%. L’assemblea elettiva- composta da 266 delegati con pesi di voto ponderati - ha così chiuso la fase di transizione aperta dalle dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali in corso in Nord America. Al di là del dato numerico, il voto fotografa un preciso riassetto degli equilibri politici ed economici interni al calcio italiano. La candidatura di Malagò è stata infatti promossa e sostenuta con forza dalle Leghe di serie A (che ha espresso 18 voti favorevoli su 20 club) e serie B, oltre che dalle componenti tecniche di Calciatori (Aic) e Allenatori (Aiac).

Per i club della massima serie, storicamente distanti dalle posizioni della passata gestione e desiderosi di maggiore centralità decisionale rispetto alle leghe minori, il profilo di Malagò rappresenta un piccolo “golpe”, che offre l’opportunità di avviare una governance più orientata al management e allo sviluppo commerciale. Abete ha invece concentrato il proprio consenso sulla Lega Nazionale Dilettanti e su una parte della Lega Pro. Questo blocco elettorale si è parzialmente ridotto dopo il pronunciamento dell’Anac, che ha confermato l’eleggibilità di Malagò superando i dubbi sul “pantouflage” sollevati dal ministro dello Sport, Andrea Abodi.IL DISCORSO