Con l’ammissione del referendum sulla reale utilità alla Calabria della figura dei sottosegretari, il centrosinistra coglie indubbiamente un risultato politico di una certa valenza. E per di più in un momento di taedium dello scenario politico, dove in molti, anche dalle parti dell’ex campo largo, guardavano piu’ alle vacanze che alla prospettiva di aprire un’altra campagna estiva.Nel centrodestra poi, neanche si prendeva in considerazione l’eventualità del ceffone giunto ieri a sorpresa dalla Corte d’Appello, come se il rigetto dello scorso 28 aprile da parte Segretario Generale di Palazzo Campanella della richiesta di ammissibilità della consultazione fosse responso immodificabile.Invece è stato frantumato dall’ufficio centrale, e insieme ad esso qualche atteggiamento di supponenza, che in politica prima o poi si paga a carissimo prezzo. E infatti la minoranza esulta e dimostra ai calabresi di essere meno dormigliona e piu’ coesa di quella del recente passato. Intendiamoci, qualche suo membro farebbe bene ad entrare direttamente in maggioranza, ma di base il dispositivo in consiglio funziona. È fuori dal parlamentino calabrese che le cose vanno ad capocchiam, ma su questo torneremo a tempo debito.