Firenze, 3 luglio 2026 – Il carcere fiorentino di Sollicciano è semrpe più nel caos e il fatto che all'assessora regionale alla sanità Monia Monni sia stato negato l'accesso ai locali dell'articolazione della salute mentale non getta certo acqua sul fuoco. Anche l'Ordine degli psicologi della Toscana manifesta forte preoccupazione. “Preoccupa il fatto che al’assessora regionale alla sanità Monia Monni sia stato negato l’accesso ai locali dell’articolazione della salute mentale durante la visita istituzionale, perché la trasparenza è fondamentale garantire la piena tutela dei percorsi di cura per i detenuti”, afferma Simone Mangini, vicepresidente e referente del Gruppo di lavoro Psicologia Penitenziaria dell’Ordine degli Psicologi della Toscana. “Pur comprendendo le difficoltà organizzative che sta attraversando il carcere di Sollicciano – spiega Mangini proprio tornando sul fatto che è stato impedito all'assessora Monni di visitare gli spazi dedicati alla salute mentale nel carcere fiorentino di Sollicciano -, riteniamo importante che venga garantita la massima trasparenza sulle condizioni in cui vengono erogati servizi così delicati”. “Da tempo – sottolinea il referente – richiamiamo l’attenzione sulle criticità che interessano il sistema penitenziario. Sovraffollamento, carenza di spazi e condizioni strutturali difficili incidono non solo sulla qualità della vita delle persone detenute, ma anche sull’efficacia dei percorsi di cura psicologica e sulle condizioni di lavoro di tutti i professionisti sanitari e di chi opera all’interno del penitenziario”. “La salute psicologica – conclude Mangini – è parte integrante del diritto alla salute e richiede luoghi adeguati, continuità assistenziale e la possibilità per gli operatori di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili, soprattutto in carcere”.