A 4 anni dalla tragedia della Marmolada, tra ruderi e macerie si attende ancora la bonifica. Un nuovo studio ricostruisce le cause del crollo
Sono passati 4 anni da quando il crollo del ghiacciaio della Marmolada sconvolse l’Italia, provocando la morte di 11 persone e aprendo una ferita ancora visibile nel cuore delle Dolomiti. Ma sui fianchi della montagna più alta del gruppo dolomitico, il tempo sembra essersi fermato.
A Pian dei Fiacconi, tra ruderi, macerie e strutture abbandonate, restano ancora i segni tangibili di due tragedie che hanno colpito questo territorio nel giro di pochi anni: la devastante valanga del dicembre 2020 e il collasso glaciale del 3 luglio 2022.
Nel quarto anniversario del crollo del ghiacciaio della Marmolada, il 3 luglio 2022, l’area di Pian dei Fiacconi appare ancora come una ferita aperta nel paesaggio dolomitico. Tra i resti dell’ex impianto di risalita, le macerie del rifugio travolto dalla valanga del dicembre 2020 e le strutture ormai abbandonate, il tempo sembra essersi fermato.
A ricordare la forza distruttiva della montagna ci sono ancora i ruderi del vecchio rifugio Pian dei Fiacconi, distrutto da una gigantesca valanga che il 14 dicembre 2020 si staccò dal versante della Marmolada, cancellando in pochi istanti una delle strutture storiche della zona. Cinque anni dopo quell’evento, la bonifica definitiva non è ancora stata completata.










