La ricerca, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, ricostruisce le condizioni che quattro anni fa portarono al collasso del ghiacciaio, costato la vita a 11 persone. Gli autori - Alberto Bellin e Carlo Baroni - descrivono una combinazione di fattori che ha progressivamente indebolito la struttura del ghiacciaio
Il distacco del seracco della Marmolada del 3 luglio 2022 fu provocato dall'azione combinata del calore penetrato in profondità, dell'acqua prodotta dalla fusione della massa glaciale e delle crepe che ne avevano indebolito la struttura. A ricostruire le condizioni che portarono al crollo - costato la vita a undici persone - è una ricerca pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters. Il lavoro, coordinato da Alberto Bellin dell'Università di Trento e Carlo Baroni dell'Università di Pisa, analizza i fattori che resero il ghiacciaio sempre più vulnerabile nei giorni precedenti all'evento.
La fragilità interna del ghiacciaio
Le indagini evidenziano il ruolo decisivo della struttura interna: la presenza di diffusi sistemi di fratture nelle zone prossime alle superfici di rottura avrebbe ridotto la resistenza del ghiaccio. Una configurazione complessa che, secondo gli autori, fu determinante nel definire lo stato di instabilità che ha poi portato al collasso. Al momento dell'evento, il ghiacciaio si trovava in una situazione di "equilibrio critico", con la massa glaciale già compromessa da processi di indebolimento progressivo.








