Decisivi il calore penetrato nel ghiaccio, l'acqua di fusione e le fratture interne. Le vittime della valanga furono 11

A quasi quattro anni esatti dalla tragedia della Marmolada, un nuovo studio ricostruisce le condizioni che portarono al collasso del ghiacciaio e alla morte di 11 alpinisti, rimasti travolti da una valanga.

Pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, l’analisi spiega che a causare il distacco del seracco (una formazione tipica dei ghiacciai a forma di pinnacolo), fu un’azione combinata del calore penetrato in profondità, dell’acqua liberata dallo scioglimento della massa glaciale e delle crepe.

“Equilibrio critico”

Lo studio sottolinea che ad avere un ruolo rilevante fu la struttura interna del ghiacciaio: le analisi evidenziano come la presenza di diffusi sistemi di fratture abbia ridotto la resistenza del ghiaccio. Al momento dell’evento, la Marmolada si trovava in una condizione di “equilibrio critico”.