«Era una torcia vivente, suo padre l'ha spento sotto la doccia. Per sei mesi ha dovuto prendere la morfina, soffriva anche a sbadigliare. Non sappiamo a quanti interventi dovrà ancora essere sottoposto». Nell'esplosione di via Nizza, nel giugno 2025, è morto Jacopo Peretti ma ha rischiato di perdere la vita anche un ragazzo di dodici anni. Oggi ne ha tredici e per sempre porterà i segni di quella notte. Stava dormendo quando la sua casa è esplosa: è stato travolto dalle macerie, avvolto dalle fiamme. «L'unica differenza con Jacopo - dice in tribunale l'avvocato della famiglia Bolocan, Alessandro Dimauro - è che con il ragazzo c'era il padre Catalin che l'ha portato in salvo». La testimonianza di Catalin Bolocan dopo l'esplosione del palazzo Catalin Bolocan da quel giorno chiede giustizia. In pochi secondi ha perso tutto: la macchina, su cui sono crollati i detriti, e la casa andata completamente distrutta. Un appartamento che lui aveva acquistato con sacrificio, lavorando come autotrasportatore, e su cui ora, a un anno dalla tragedia, deve tornare a pagare il mutuo. Ma, soprattutto, ha quasi perso un figlio, rimasto gravemente ustionato: un ragazzo che ha impiegato quattro settimane e due giorni per tornare a camminare, giorni che Catalin ha contato uno per uno. «Tutt'ora lamenta un prurito insopportabile su tutto il corpo», dice il legale. Chi è Giovanni Zippo e perché è accusato dell'esplosione di via Nizza Giovanni Zippo, ex guardia giurata di Securitalia, ha cambiato la vita della famiglia Bolocan e delle altre persone che vivevano in via Nizza 389 - alcune delle quali tutt'ora sfollate - per sempre. Secondo le indagini, incendiò l'appartamento dove viveva la sua ex amante, Madalina Hagiu, come vendetta: lei aveva una relazione con un altro uomo, che lui non accettava. La donna quella notte era in vacanza all'isola d'Elba e Zippo lo sapeva perché l'aveva accompagnata lui stesso in stazione. «Volevo solo rovinarle i mobili e i vestiti», aveva dichiarato in lacrime in tribunale. Processo Giovanni Zippo: la richiesta di condanna e l'ipotesi di tentato omicidio La procura (pm Chiara Canepa e procuratore aggiunto Emilio Gatti) ha chiesto di condannarlo a 25 anni di carcere per omicidio, disastro colposo e lesioni personali. Ma all'udienza di ieri, in cui hanno preso parola le parti civili, è stato chiesto alla Corte di riqualificare l'ultimo capo di imputazione. «Ritengo che la giusta contestazione sia il tentato omicidio» ha detto il legale della famiglia del tredicenne. Spiegando: «Il papà prese in braccio il figlio, salvandolo, in un momento in cui era diventato una torcia umana. Non posso pensare che un fatto così grave sia relegato a semplici lesioni». Zippo, ha sottolineato Dimauro, «sapeva benissimo che quel condominio fosse abitato e se ne è infischiato delle persone che dormivano». Ancora: «Ha assemblato una sorta di bomba artigianale. Un dirigente dei vigili del fuoco, osservandone l'effetto, disse: “Non ho mai visto niente del genere”. Due piani della palazzina furono “aperti” come per l'impatto di un drone-kamikaze». Il legale ha elencato i fatti che portano a «dimostrare che non ha agito di impulso, ma ha premeditato: le ricerche su Amazon, il video dell'incendio, il sopralluogo, sono tutti elementi che lo provano». Si è detto «perplesso» anche sulla richiesta di concedere all'imputato le attenuanti generiche, equivalenti alle aggravanti. Richiesta di risarcimento per le famiglie coinvolte nell'esplosione di via Nizza L'avvocato difensore, Basilio Foti, è intervenuto per fare presente che le parti civili non possono discutere dell'entità delle condanne. L'ultimo intervento è stato dell'avvocato Alberto Gorga, che ha chiesto per le famiglie 800 mila euro di provvisionale, più 50 mila di danni morali. Poi, sono tutti usciti dall'aula, la famiglia Bolocan accanto al papà di Jacopo Peretti.
“Mio figlio era come una torcia vivente, troppo bassa la pena chiesta per Zippo”
Al processo per l’esplosione del palazzo in via Nizza, la testimonianza choc della famiglia Balocan. Per l’ex guardia giurata che fece saltare per l’aria il co…







