AGiovanni Zippo sono serviti ottantasei minuti per provocare l’incendio e l’esplosione dell’appartamento al quinto pianto di via Nizza, dove viveva la donna cui cui aveva una relazione, Madalina Hagiu. Un’ora e mezza per inscenare una vendetta - secondo le indagini - in cui perse la vita l’innocente Jacopo Peretti, rimase gravemente ferito un bambino di 12 anni e finirono completamente distrutti diversi appartamenti. Vite che da quel giorno cambiarono per sempre. A ricostruire la tragedia in tribunale questa mattina e i passaggi chiave che hanno portato a incastrare la guardia giurata è il dirigente della Squadra Mobile della questura, Davide Corazzini.
La notte della tragedia
«La notte del 30 giugno verso le 3.15 arriva ai vigili del fuoco una segnalazione su un incendio con esplosione. La situazione ha destato subito preoccupazione perché si tratta di un quartiere molto popoloso». Gli inquilini della palazzina al civico 389 di via Nizza vengono quasi tutti identificati in strada quella notte. Non c’è Madalina Hagiu, quel giorno in ferie all’isola d’Elba. E Jacopo Peretti, che risulta inizialmente disperso: solo qualche ora dopo verrà accertata la sua scomparsa.
La divisa diversa e il sangue






