Berrettini ritrova il Centrale di Wimbledon e il suo tennis. Avanti anche Sonego, Cobolli e Paolini. Oggi Sinner contro Brooksby
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Ci sono giornate più faticose di altre, ma che soddisfazione. A Wimbledon l'Italia fa poker, proprio mentre poco più in là Sinner si allena con Tommy Paul per cercare di alzare il livello in vista della sfida con Brooksby di oggi (secondo match sul Campo 1). Così, aspettando il vero Jannik, la menzione d'onore va a Matteo Berrettini, solido come non si vedeva da tempo sull'erba, che ha onorato il ritorno sul Centre Court battendo in quattro set Fils e commuovendosi anche un po' alla fine. Meglio non correre troppo avanti con la fantasia, di certo però si stanno vedendo sprazzi (e anche più) del tennista che arrivò in finale a Londra: il servizio è quello dei giorni migliori, ed anche il momento di normale flessione del terzo set è stato gestito con tranquillità (e con un lungo toilet break che ha indispettito l'avversario, ma anche questo ormai è tennis). A questo si aggiunge il nervosismo dei bei tempi del papà in tribuna: si può sognare, dunque? Perché no, dice Matteo: «Se quella con Wawrinka è una partita che ricorderò per sempre, anche questa di nuovo sul Centrale dopo due anni è stata speciale: ho giocato ad alto livello, e nel quarto set ho ritrovato energia. Qui quattro anni fa ho preso la peggiore decisione della mia carriera, ritirarmi per il Covid. Ho tanta fiducia».












