Genova – C’è Berrettini che torna a martellare un Arthur Fils sceso in campo con la presunzione di chi era convinto di andarsi a fare una passeggiata sull’erba verde - ancora per poco - del Centrale di Wimbledon. Ma a pochi passi da Matteo c’è anche l’amico Flavio Cobolli che soffre, si esalta, esulta alla McEnroe e alla fine si porta a casa il secondo turno contro lo scorbutico australiano James Duckworth. Poco prima, su un campo periferico, c’era anche Lorenzo Sonego a tessere la sua tela fatta di lotta, pazienza e sacrificio con la quale ha trascinato l'inconsapevole Gabriel Diallo fino al quinto set prima di chiudere con un netto 6-2.

Matteo Berrettini, 30 anni

L’Italtennis detta a legge a Wimbledon e lo fa anche nel giorno in cui Jannik Sinner si dedica agli allenamenti - lo “sparring” di turno questa volta è stato l’americano Tommy Paul - in vista del match di venerdì 3 luglio (non prima delle 15.10, diretta Sky) contro l’americano Jenson Brooksby. A dare maggiore lustro al tennis azzurro ieri è stato senz’altro Berrettini, attuale n° 51 al mondo, ma che su quel campo nel 2021 si è giocato il titolo con Novak Djokovic: primo italiano nella storia a raggiungere la finale. Che Matteo fosse un erbivoro è cosa nota, più difficile da immaginare alla vigilia lo stato di forma con cui si è presentato all’All England. C’è tanto lavoro fisico, chiaro, ma anche mentale, come sottolineato dallo stesso Matteo che in campo gioca bene e si diverte. Fils è il n° 24 al mondo, il suo talento è stato frenato da qualche infortunio di troppo ma a 22 anni resta uno dei giocatori su cui la Francia punta di più. “The Hammer”, però, parte subito forte grazie a servizio e diritto che ormai sono tornati quelli dei tempi migliori. Alle due specialità della casa, però, Berrettini ha aggiunto un rovescio in slice molto più velenoso di un tempo. In vantaggio 6-4, 7-5, l’azzurro cede il terzo 6-3 ma nel quarto è bravo a strappare il servizio al suo avversario nel momento giusto e a chiudere con autorevolezza 6-3. Ora Berrettini aspetta il vincente tra Mensik e Dimitrov.