La nascita di ‘Bo.tram’ è sempre più vicina. La conferma è arrivata da Tper, che come anticipato dal Carlino ha individuato nei francesi di Ratp il partner economico-finanziario per dare vita alla nuova società propedeutica all’avvio del tram: "Tper si sta attrezzando da mesi e ha già avviato specifiche collaborazioni con partner tra cui la società bolognese Nier Ingegneria Spa e Gest (Tram di Firenze) – si legge in una nota –. Di questo percorso fa parte la prossima costituzione di una società di scopo a maggioranza Tper, il cui nome sarà deciso nelle prossime settimane. Il partner individuato è ‘Ratp Dev’, che gestisce più di 40 linee di tram nel mondo, tra cui la complessa rete tranviaria di Firenze". Per Tper "uno dei primi banchi di prova sarà garantire il coordinamento di progetti e forniture, inclusa la produzione e la consegna dei veicoli e la gestione delle attività di collaudo, pre-esercizio e messa in servizio dell’intera rete". "Un’altra sfida importante per la città – chiosa Giuseppina Gualtieri, presidente e ad di Tper –: sono contenta che sia possibile poter avviare una nuova collaborazione per trasformare un progetto in realtà quotidiana".

Non è dello stesso avviso Francesco Sassone (foto), consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che già nei mesi scorsi aveva sollecitato Viale Aldo Moro con una interrogazione per capire la futura gestione del tram: "Il progetto è noto fin dal 2018 e riteniamo gravissimo che Tper, partecipata sia dal Comune che dalla Regione, non abbia pensato in tutti questi anni di strutturarsi in modo da poter gestire autonomamente il servizio tram. Poteva essere un’opportunità di crescita e di arricchimento delle competenze interne. Evidentemente si è scelto di non percorrere questa strada, affidandosi invece a una società esterna. Ancora più sorprendente è il tempismo della decisione: la Giunta ha sempre assicurato che il cronoprogramma avrebbe portato al completamento dell’opera entro il 2027, ma solo ora emerge la necessità di individuare un soggetto esterno per l’avvio del servizio. I cittadini meritano di sapere quali siano le ragioni di questa scelta, quali costi comporterà, quali competenze saranno affidate al partner esterno e perché Bologna abbia perso l’opportunità di gestire autonomamente il tram".