HomeArezzoCronacaRapine alle escort: tre ricercati. Anche dei minorenni coinvolti nell’"arancia meccanica" di notteDue ventenni in carcere e indagini a tappeto per scoprire chi sono i complici dei pestaggi. Trovavano le vittime sui siti, poi irrompevano in casa: cinque nella banda, tre gli episodi contestati.I Carabinieri cercano alcuni minorenni che avrebbero partecipato ai colpiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa pistola puntata in faccia. Guanti e passamontagna per farla franca. Venti anni e la tecnica dell’arancia meccanica sul comodino. Sono in carcere, uno dei due ha origini africane: attendono l’interrogatorio di garanzia ma le indagini sono ancora aperte e potrebbero saltare fuori nuovi dettagli sulla baby gang che puntava le escort.
Botte, minaccia, pistola in pugno e l’incasso della giornata arraffato nella tasca del giubbotto. In un caso la rapina è andata a segno, in altri due qualcosa è andato storto. Due ventenni in equilibrio precario sul filo del crimine: sotto lo strapiombo di vite violente, storte. Ma non non erano soli compiere i raid nelle abitazioni dove le prostitute ricevevano i clienti. I carabinieri che hanno alzato il velo sulla banda di giovanissimi e ricostruito la rete delle azioni, tutte concentrate nel mese di marzo. Non erano soli i due ventenni ora tra le sbarre di una cella. C’erano almeno tre minorenni a tenere aggiornata l’agenda delle cose da fare e sui quali i carabinieri indagano: qualcuno ha partecipato perfino ai raid. Si tratta di ragazzi tra i 16 e i 17 anni; vivono in città, alcuni arrivano dalla periferia, tutti incensurati. Alcuni, compresi i ventenni in carcere, sbarcavano la giornata con qualche lavoretto saltuario nei cantieri edili, ma niente di più. Vite appese alla "legge del più forte". Le indagini vanno avanti per approfondire ogni dettaglio di questa brutta storia: ruoli, e organizzazione della banda. Non solo, gli accertamenti si concentrano anche sulle armi sequestrate a casa di uno degli arrestati: quattro fucili da caccia, risultati rubati, in altre scorrerie datate anni Novanta. C’è un collegamento? Anche su questo lavorano gli investigatori.








