Una pena di 1 anno e 2 mesi in meno con la sospensione condizionale ma solo se parteciperà a un percorso di recupero per chi ha avuto condanne per stalking. Lo ha deciso la prima sezione penale della Corte di Appello di Milano per la edicolante monzese di 38 anni accusata di atti persecutori nei confronti di una coppia di Brugherio. La donna era stata condannata dal Tribunale di Monza a 3 anni e 2 mesi di reclusione e al risarcimento dei danni ai due coniugi, che si sono costituiti parti civili al processo, rispettivamente di 12mila euro lei e 10mila euro lui. Un incubo durato dal marzo del 2018 all’ottobre del 2020. "Arrivavano mail alla scuola dove insegnavo o post da profili social in cui venivo descritta come una pedofila che palpeggiava i bambini e dovevo continuamente dare spiegazioni sul fatto che ero vittima di un hacker. Poi anche minacce di morte di cui venivano informati anche i miei figli e i parenti. Finché io e il mio compagno abbiamo iniziato a sentirci seguiti perché arrivavano descrizioni di persone che avevamo veramente incontrato", ha raccontato in aula la moglie, che riceveva anche telefonate da un centro psichiatrico, dove qualcuno le aveva prenotato una visita, o da un centro estetico per “rifarle il viso”, o ancora da un sito di escort per l’iscrizione. Erano stati i carabinieri di Brugherio a identificare il misterioso stalker. Tutto era iniziato più di due anni prima quando sono cominciate ad arrivare all’uomo delle mail con mittente criptato dal contenuto diffamatorio. L’asticella si era presto alzata sia nei contenuti, sempre più osceni e denigratori, sia nei destinatari, raggiungendo prima la sua compagna e poi anche i colleghi di lavoro di entrambi.
Edicolante stalker di Brugherio. La condanna sarà sospesa se seguirà un iter di recupero
La decisione della Corte di Appello. La donna aveva perseguitato una coppia









