La decisione con cui l’autorità regolatoria tedesca sui trasporti garantisce condizioni di parità e di equo accesso al servizio ferroviario ad altri operatori, tra cui Italo, nasce grazie alla pressione legale delle aziende entranti, esercitata facendo leva sulle regole europee. Ma è anche coerente con il più generale piano di rilancio del paese, con liberalizzazioni e riduzione della burocrazia, avviato dal cancelliere Friedrich Merz, in cerca di una chiave per rimettere in moto la Germania. Se questo è davvero l'intento, Merz potrebbe esserne ripagato.Chi si lamenta del servizio ferroviario italiano non conosce i difetti e la debolezza di quello tedesco. Lo spazio di miglioramento è enorme, con l’esperienza italiana di apertura a un secondo operatore nei treni veloci, con servizi di alta qualità, a fare da modello. Italo ne prende atto con soddisfazione e ora tiene l'attenzione concentrata sulla piena attuazione di tutti i protocolli applicativi, perché – vale anche in questo caso la lezione della prima esperienza italiana – il diavolo anticoncorrenziale può nascondersi nei dettagli. L’azienda che ha rotto il monopolio in Italia e ha portato una spinta al miglioramento generale del mercato del trasporto ferroviario potrebbe avere lo stesso effetto nel caso tedesco. Nei settori televisivo, dei media e della comunicazione, non ancora in quello delle banche, i tedeschi hanno dato prova di apertura al mercato e a chi può portare energia e spinta concorrenziale.Merz non ha spazio con il populismo, né può pescare idee dal tradizionale repertorio democristiano fatto di tutele e statalismo. La scommessa su un servizio da migliorare grazie alla concorrenza, perciò, è anche una partita politica. E ha fatto bene l'autorità a premurarsi di garantire che nel nuovo regime concorrenziale non venisse danneggiato il trasporto regionale. Ma resta spazio per vedere, e far vedere, miglioramenti nel servizio sulle lunghe tratte veloci. In un paese policentrico può diventare un buon tema politico.
Merz apre alla concorrenza estera sui trasporti
L’apertura del mercato ferroviario, anche a Italo, ci ricorda virtù rimosse dell’Italia. E potrebbe portare acqua al mulino del cancelliere tedesco













