Il bilancio.03 luglio 2026 alle 00:39

«La Zes è uno strumento formidabile, che ha creato in rapporto alle autorizzazioni uniche rilasciate un numero enorme di nuove attività e posti di lavoro». Lo afferma Aldo Cadau, commissario straordinario della Zes Sardegna prima dell’istituzione della Zona economica speciale Unica del Mezzogiorno (oggi guidata dal commissario Giosy Romano) che abbraccia, oltre all’Isola, anche Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Attiva dal 1° gennaio 2024 grazie al “Decreto Sud”, ha già prodotto risultati «molto positivi anche in Sardegna», anche in termini di posti di lavoro.

Obiettivi

L’obiettivo dichiarato è dare manforte alle regioni del Centro-sud, il cuore del beneficio è semplice: le imprese che investono in beni strumentali nuovi (macchinari, impianti, immobili produttivi ecc.) ricevono un credito d'imposta utilizzabile in compensazione fiscale. Per la Sardegna l'intensità dell’agevolazione è del 50% per le piccole imprese, del 40% per le medie e del 30% per le grandi, percentuali maggiorate del 10% nel Sulcis, area a cui si applica un regime più favorevole per via delle sue storiche fragilità economiche. Lo scorso anno le imprese sarde hanno presentato domande per un ammontare complessivo superiore ai 200 milioni di euro, riferite a iniziative in diversi comparti e settori produttivi. «A cominciare da Puglia e Campania, la Zes ha potuto generare un numero enorme di nuove attività», aggiunge Cadau, «si tratta di uno strumento da utilizzare con più forza nelle aree industriali e artigianali e con maggiori tutele in quelle costiere». Inoltre, ha ricordato, «le autorizzazioni uniche sono vere e proprie concessioni edilizie e sono immediatamente esecutive». Ad ogni modo, con riferimento al caso di Cala Finanza, «il commissario Romano ha dimostrato un grandissimo equilibrio, infatti non ha atteso il giudizio del Tar e, non appena il consiglio Comunale ha emanato la delibera, ha revocato in autotutela».