ROMA – Gli Usa scoprono lo statalismo, sotto la guida del presidente che si vanta di essere il campione del capitalismo? Così sembrerebbe, almeno guardando alla proposta lanciata dalla compagnia dell’intelligenza artificiale OpenAI affinché il governo entri nel suo capitale con una quota del 5%.
Secondo il Financial Times, l’idea verrebbe estesa a tutte le aziende del settore, sotto la formula di un fondo sovrano come quello già utilizzato in Alaska per distribuire alla popolazione i ricavi del petrolio.
Lo scopo sarebbe duplice: primo, alleviare le preoccupazioni degli americani sugli effetti più minacciosi dell’IA, includendoli nel suo sviluppo attraverso la presenza dello Stato; secondo, estendere all’intera società i vantaggi economici generati dalle nuove tecnologie, che ha contribuito a far nascere con i propri dati, senza incassarne i dividendi.
Le regole del settore
Un terzo obiettivo, di cui nessuno si azzarda a parlare apertamente, sarebbe fare contento Trump, sempre sensibile a tutte le opportunità di ricavare qualcosa dalla propria carica pubblica, come ha dimostrato la sua “dichiarazione dei redditi”, e quindi magari ammorbidirlo quando si tratterà di stabilire le regole del settore.










