<p><strong>OpenAI </strong>ha discusso la possibilità di concedere <strong>al governo degli Stati Uniti una partecipazione del 5% </strong>della società, secondo quanto riportato dal <em>Financial Times</em>, in un contesto di sempre maggior attenzione politica e regolatoria nei confronti dell’intelligenza artificiale. </p> <p> </p> <p>La proposta si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sul futuro della distribuzione dei benefici economici generati dal settore, mentre Washington teme che i <strong>profitti dell’AI</strong> restino concentrati <strong>nelle mani di un numero ristretto di operatori</strong> privati.
Dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, l’amministrazione ha investito in circa una dozzina di aziende, incluse diverse attive nel settore dei minerali critici, e ha promesso di acquisire una quota fino al 10% nel produttore di chip Intel. </p> <h2>Profitti AI e rischio concentrazione</h2> <p>Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, il ceo di OpenAI, Sam Altman, e altri dirigenti avrebbero suggerito <strong>un meccanismo che preveda la cessione del 5% del capitale anche da parte di altre aziende</strong> statunitensi del settore, in un’architettura coordinata che potrebbe includere realtà come Anthropic e i big quotati del tech come Google e Meta Platforms.










