I fatti principali

Citando due fonti anonime, il Financial Times ha riferito che la società che sviluppa ChatGPT ha avviato colloqui preliminari con il governo statunitense su questo tema.

La proposta attribuita a OpenAI prevede inoltre che anche altre grandi aziende statunitensi attive nell’intelligenza artificiale concedano al governo una quota del 5%, anche se non è chiaro se altre società siano disposte ad accettare.

La proposta potrebbe inoltre contribuire a rafforzare i rapporti di OpenAI con l’amministrazione Trump, in un momento in cui la Casa Bianca è intervenuta con sempre maggiore frequenza per regolamentare il rilascio di modelli avanzati come Mythos di Anthropic e GPT-5.6 di OpenAI.

Secondo il Financial Times, finora i colloqui tra la società e il governo sono stati soltanto di natura “concettuale”, con il ceo di OpenAI, Sam Altman, impegnato direttamente in discussioni con il presidente Donald Trump, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent.