È una versione più intima, quasi famigliare, quella che si respira in (Don’t quit before) The miracle, il quinto album degli Sneers, duo giramondo che da tempo si muove dove si incontrano psych rock, noise, l’esplorazione dell’anima umana che spesso si fa diabolica grazie al cantato di M. Greta Blankaart, ma che in quest’ultimo lavoro risplende di una luce positiva, più melodica, capace di controbilanciare l’oscurità feconda cui la band ci ha abituato. Coppia anche nella vita, il duo formato da Blankaart alla chitarra e voce e Leonardo Stefenelli alla batteria, dopo diversi anni a Berlino e poi a Roma è tornato alla base, in Toscana. La lunga pausa presa dalla musica suonata è dovuta anche alla nascita della figlia della coppia, «e a livello di tematiche c’è stata sicuramente un’influenza molto forte, che lo volessi o meno, dell’elemento della maternità», spiega M. Greta Blankaart. Brani come Mothers and others, in cui il rapporto con un figlio è il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle relazioni con i genitori, o come Wild kids, che descrive la bellezza fugace dell’infanzia, partono da esperienze personali ma mantengono un aspetto evocativo, universale. quoteCi piace molto collaborare con altri musicisti, perché ci porta ad aprirci per forza e ad andare in territori che magari lavorando da soli ci precluderemmo
Sneers, la bellezza fugace dello psych rock | il manifesto
(Visioni) È una versione più intima, quasi famigliare, quella che si respira in (Don’t quit before) The miracle, il quinto album degli Sneers, duo giramondo che da tempo si muove dove si incontrano psych rock, noise, l’esplorazione dell’anima umana che spesso si fa diabolica grazie al cantato di M. Greta Blankaart, ma che in quest’ultimo lavoro







