Continua il profondo dialogo del duo francese voce/pianoforte, a sei anni dal precedente Hopetown, attraverso una sorta di free cantautorale che, a sua volta, approda a un sound intimo e minimalista, con il virtuosismo concentrato su dimensioni oniriche, sussurrate, poeticizzanti. Il contrasto tra la voce espressionista e il pianoforte «preparato» arricchisce di risonanze insolite e tessiture percussive i nove brani che alternano liberamente il francese e l’inglese, tra songwriting moderno (e postmoderno) ed evocato (parlé-chanté).Aggiornamenti11/07/2026, 00:04 articolo aggiornato