I ristoranti Senso e Le Vieux-Chalet di proprietà di Jacques e Jessica Moretti, titolari anche del Constellation, a Crans Montana, riapriranno dopo essere stati affittati «a un terzo, a fronte del pagamento da parte di quest'ultimo di un canone di locazione e delle fatture necessarie alla conservazione dei beni». A confermarlo oggi sono gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier et Patrick Michod, che rappresentano i due imprenditori francesi nell'inchiesta sul rogo di Capodanno, in cui sono indagati di omicidio, lesioni e incendio colposo.

Avviate le pratiche per la riapertura I Moretti - confermano - «hanno avviato delle pratiche in vista della riapertura degli esercizi pubblici al momento chiusi». Contro questa ipotesi, nelle ultime settimane è stata promossa sulla piattaforma change.org una petizione che ha raccolto oltre 27mila firme. Il pool difensivo dei Moretti ricorda che, dopo la tragedia in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, «tutti i beni dei coniugi Moretti sono stati sequestrati dalle autorità penali». Ora l'obiettivo è «preservare i beni» per consentirne «la gestione; in caso contrario, le società fallirebbero e i beni che potrebbero potenzialmente servire a risarcire le vittime andrebbero perduti». Secondo i legali svizzeri, le notizie della possibile riapertura dei due riatoranti «hanno spinto alcuni a proferire insulti, a scatenare ondate di odio e persino a formulare minacce di morte».L'incognita del processo, fino a 15 anni per i risarcimenti E il processo per il roggo potrebbe durare almeno 15 anni. E potrebbe quindi volerci lo stesso arco di tempi perché i familiari delle vittime e le persone che sono rimaste ferite nell'incendio a Le Constellation ricevano i risarcimenti di cui hanno diritto. Lo ha dichiarato il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, al quotidiano svizzero Blick, affermando che «è improbabile che il procedimento civile si concluda prima di almeno quindici anni». Blick ricorda che quattordici persone sono sotto inchiesta penale per «incendio doloso per negligenza, omicidio e lesioni personali gravi per negligenza» in relazione all'incendio di Capodanno, tra cui i coniugi Jacques e Jessica Moretti e diversi funzionari eletti del comune. Sebbene il sindaco Feraud non escluda la possibilità di dover versare «ingenti risarcimenti» alle famiglie delle vittime, il comune di Crans-Montana deve innanzitutto prevedere tali spese. Proprio per questo, ha detto il sindaco, è necessario accumulare gradualmente riserve finanziarie ogni anno, in modo da «evitare di compromettere le finanze locali».Il primo pacchetto di aiuti Nel frattempo è stato predisposto un primo pacchetto di aiuti. Il cantone del Vallese verserà un anticipo di 50mila franchi svizzeri per vittima, oltre 54mila euro, prima di essere rimborsato dalle autorità federali. Entro la fine di giugno erano già stati effettuati 88 pagamenti di risarcimento sui 125 previsti, secondo le informazioni ottenute da Blick. Queste somme, tuttavia, restano ben al di sotto degli importi richiesti in tribunale. Tra i casi più significativi c'è quello di una famiglia i cui due figli sono rimasti gravemente feriti nell'incendio. Il fratello e la sorella chiedono ciascuno 25 milioni di franchi svizzeri, oltre 27 milioni di euro, per il trauma fisico e psicologico di cui soffrono ancora. I genitori e un terzo figlio chiedono altri sei milioni, portando il totale a 56 milioni di franchi svizzeri, oltre 60 milioni di euro.