La Roma non ha rinnovato il contratto di Mattia Almaviva, il ragazzino al quale Totti consegnò la sua fascia di capitano nel giorno del suo addio al calcio. A 20 anni l’attaccante è svincolato e dovrà costruirsi una carriera altrove. Mattia ha scritto un toccante post di saluto alla Roma, con tante foto tra cui una molto affettuosa con Daniele De Rossi. Assente invece Totti, che lo ha avuto in scuderia per un solo anno, prima che le strade si separassero.
Mattia Almaviva, romano, romanista, nelle giovanili giallorosse fin da piccolo, scudettato con l'Under 16, capitano dell'Under 18, e infine punto fermo della formazione Primavera nella stagione appena conclusa (26 presenze, 3 gol e 7 assist, con qualche infortunio che ne ha frenato la continuità), da qualche ora non è più un calciatore della Roma, che lo ha scaricato o liberato che dir si voglia. Ovvero in altre parole non gli ha rinnovato il contratto scaduto il 30 giugno.
Il passaggio di fascia da Totti ad Almaviva il giorno dell'addio al calcio di Francesco Almaviva sembrava non solo un predestinato, ma di più: un predestinato a fare la storia della Roma sulle orme della leggenda giallorossa per antonomasia, Francesco Totti. Il passaggio di consegne tra i due aveva assunto qualche anno fa una dimensione anche tangibile, non solo ideale. Era il 28 maggio 2017 quando Francesco Totti salutò il pubblico dell'Olimpico dando l'addio al calcio tra le lacrime, sue e di tutti, e in quell'occasione mise la sua fascia di capitano al braccio dell'allora 11enne Mattia, di cui si diceva un gran bene. Fu una sorta di investitura da un numero 10 all'altro, visto che il ruolo è il medesimo dello storico capitano. "Mi sono sentito di dare la fascia a Mattia Almaviva perché è veramente forte – spiegò Totti – Tutti ne parlano bene e posso assicurarvi che è così. Con la palla tra i piedi fa quello che vuole, io alla sua età non ero così bravo. Ho voluto fare quel gesto perché voglio che un domani la tradizione continui, mi ha detto che il suo sogno è restare alla Roma per sempre".






