Un richiedente asilo costa nell’immediato 18.700 sterline alle casse dello Stato britannico: nei primi mesi del 2026 sono stati spesi oltre 222milioni di euro. E la maggior parte non trova un lavoro
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Il Regno Unito ha un problema con l’immigrazione e questa non è una novità. Quel che è nuovo è il report Immigration and Asylum Bill del ministero dell’Interno inglese, l’Home Office, che ha fatto qualche calcolo relativo ai costi che lo Stato sopporta per i migranti: l’impatto immediato sulle casse pubbliche ha già raggiunto la cifra record di 4 miliardi di sterline all’anno per la gestione del sistema di asilo. Miliardi di sterline vengono spesi dalle casse pubbliche per pagare gli hotel destinati all’accoglienza dei migranti. A fine marzo, su 98.000 richiedenti asilo censiti, ben 94.000 erano totalmente a carico dello Stato, alloggiati in strutture governative e per l'amministrazione, l'esame e il sostentamento iniziale di una singola domanda d'asilo ha un costo standardizzato una tantum pari a 18.700 sterline.Se si considera che nei primi sei mesi dell’anno sono sbarcate oltre 11mila persone dalla Manica, i richiedenti asilo sono costati più di 222 milioni di sterline, solo per la spesa iniziale. Il vero fulcro dell'allarme economico e sociale del report riguarda l'impatto a lungo termine di chi ottiene la sanatoria o il permesso di restare sfruttando i ricorsi legati all'Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), relativo alla tutela della vita privata e familiare. Il 76% risulta disoccupato e privo di impiego e, oltre a non produrre reddito, la stragrande maggioranza di queste persone ha alle spalle un percorso di aperta illegalità: il 39% è entrato nel Paese in modo clandestino e il 38% è rimasto oltre la scadenza del proprio visto, portando al 71% la quota totale di chi ha violato le leggi sull'immigrazione al momento della domanda.













