Roma, 2 lug. (askanews) – “L’aggregazione è la risposta alle sfide globali che la filiera cooperativa è chiamata ad affrontare. Non più solo un’opportunità, ma una necessità strategica. Oggi la competizione si gioca sul terreno della dimensionalità: basti pensare che il 63% del giro d’affari cooperativo lattiero-caseario è sviluppato proprio dalle 25 imprese più strutturate”. Così Alessandro Mocellin, il presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, fresco di nomina, a commento degli ultimi dati Ismea che restituiscono una fotografia del settore in cui le aziende di grandissime dimensioni, con oltre 5000 capi, rappresentano poco meno del 5% del totale ma detengono circa 1/3 dei capi da latte.
Mercati globali sempre più competitivi, investimenti crescenti su innovazione e sostenibilità, pressione costante sui costi di produzione, prezzi alla stalla al ribasso “impongono al sistema cooperativo di fare squadra, unendo competenze e territori, per rafforzare le imprese, tutelare il reddito degli allevatori e creare maggior valore”.
Le recenti operazioni di aggregazione sono una chiara evidenza della vitalità del comparto e del consolidamento in atto lungo questa direttrice di sviluppo. La nascita della Nuova Latteria Sudtirol è un importante percorso di fusione tra due realtà storiche del sistema cooperativo altoatesino come Mila – Latte Montagna Alto Adige e Brimi – Centro Latte Bressanone. Il nuovo grande polo del latte riunisce 3100 aziende agricole associate con l’obiettivo di attivare sinergie sui piani logistico, acquisti e amministrativo, e acquisire maggior potere contrattuale.






